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                                                          (da sinistra a destra: la Presidente A.P.I. di Brindisi D’Amico, il Segretario Generale della C.C.I.A.A. di Brindisi Carrozzo,

                                                            il Presidente C.C.I.O. Panaro, la Direttrice ITD Hu di Milano Soltesz, il consigliere Itd Budapest Csatar, la moderatrice Barnaba)

 

 

 Incontro della Camera di Commercio Italo Orientale a Brindisi

29 novembre 2004

 

Organizzato dalla Camera di Commercio Italo Orientale, in collaborazione con Confapi Puglia  e ITDH-Hu, si è svolto a Brindisi, presso la C.C.I.A.A. il seminario “Ungheria: opportunità d’investimento e di collaborazione”.

Alla presenza di numerosi imprenditori il Presidente della Camera di Commercio Italo orientale, Silvio Panaro, ha evidenziato il ruolo di questa istituzione nell’organizzazione di meeting informativi a favore delle aziende finalizzati ad agevolare le imprese nella loro attività di internazionalizzazione.

Il consigliere dell’ITDH- Budapest, Dora Csatar, e il consigliere commerciale dell’Ambasciata della Repubblica di Ungheria, nonchè Direttore della ITD-H di Milano Soltesz Magdolna, hanno fornito un notevole numero di indicazioni sul Paese. Hanno prima di tutto evidenziato che il loro ente è in più regioni, tra cui la Puglia, ben rappresentato dalla Camera di Commercio Italo Orientale, con la quale vige da anni un protocollo di collaborazione reciprocamente soddisfacente.

L’Ungheria, tra i dieci Paesi di nuovo ingresso in Europa, ha un’estensione di 93.036 km2, ed è abitata da circa dieci milioni di persone.

Budapest è nel cuore di una nazione con 7 Regioni e 19 province, è il centro più sviluppato. Lo Stato appare ben collegato se consideriamo che ha ben 9 aeroporti: 1.Budapest – International airport 2.Sármellék, 3.Pécs, 4.Szeged, 5.Debrecen – Intl airport, 6.Nyíregyháza, 7.Győr-Pér – Intl airport, 8.Fertőszentmiklós, 9.Siófok – Militi.

Parliamo di un Paese che confina con Austria, Slovenia, Croazia, Serbia e Montenegro, Romania, Ucraina e Slovacchia, e che nel frattempo ha sviluppato un economia basata su:

•160 Parchi Industriali                     

•8 800 ettari occupati

•2 100 imprese

•128 000 lavoratori

•Investimenti produttivi per ca. 4 538 M Euro

•Prodotti per ca. 13 207 M Euro

•70% della produzione per esportazione    

Nel corso dell’incontro sono state inoltre evidenziate i percorsi più importanti che ha seguito il Paese a seguito dell’adesione UE:

• L’Integrazione nella UE  relativa alle norme commerciali sugli investimenti

•Una forte dipendenza sull’IDE come forza per avviare l’economia

• Una produzione lorda per operaio che è aumentata di 2.8 volte dal 1990

•Un sistema finanziario tra i più sviluppati dell’Europa Centrale

•Una legislazione conforme allo standard internazionale

•Una forza lavoro qualificata e motivata che rappresenta una solida base per le operazioni commerciali internazionali

• Una buona qualità della vita

Per quanto attiene ai dati macroeconomici, per il primo semestre 2004,sono stati indicati:

PIL (%)                                                              4.1

Produzione industriale (%)                                             10.4

Esportazioni  (%, su base USD )                       21.3

Importazioni (%, su base USD )                       22.1

Prezzi al consumo (%)                                   7.1

Nel 2003 l’Italia ha registrato una quota export per 2.972,7, milioni di euro e una quota import 2.198.0 di per un saldo di - 774,7.

I settori più specializzati dal punto di vista dell’industrializzazione sono:

• macchine e di apparecchiature elettriche (3.524.710)

• mezzi di trasporto (1.898.555)

• agro-alimentare (1.934.823)

• chimico (879.810)

• metallurgico (993.387)

• macchine ed apparecchiature non elettriche (680.484)

• industria cartaria (517.932)

• industria della gomma e della plastica (471.411)

• tessile (320.005)

Per la commercializzazione dei prodotti italiani e pugliesi in particolare, i relatori hanno consigliato, ove possibile l’apertura di showroom  che evidenzino la presenza dell’azienda sul territorio, e indicato i seguenti settori: agroalimentare (olio, pasta, sottolio,ecc) tessile e abbigliamento(prodotti con un buon rapporto qualità /prezzo se il riferimento non è a etichette di chiara fama), macchine e attrezzature agricole. Per quanto riguarda l’alimentare andrebbero studiate campagne mirate per la promozione, diffusione e conoscenza del nostro prodotto.

Interessanti poi le opportunità in campo edilizio e per le infrastrutture.

Per quanto attiene alla delocalizzazione produttiva o per la costituzione di nuove attività o ancora per la lavorazione in conto terzi, il Paese presenta grandi opportunità per la soprattutto nel campo scientifico e della ricerca ( scienze tecniche, farmaceutica, fisica, fisiologia). L’ottima tradizione matematica privilegia la possibilità di operare nei seguenti settori: sviluppo software (come CAD), sicurezza informatica, tecnologia telefonica. Non trascurabile il settore turismo, tanto che nel 2003, sono stati registrati 31,4 milioni di turisti in Ungheria per un totale di 2.786 milioni di Euro dal gennaio a novembre 2003. E’ importante la potenzialità di sviluppo che possono offrire i centri  benessere, i bagni termali, i parchi naturali, il turismo attivo, le foreste selvatiche, il turismo di caccia, le città storiche – i festival culturali, i site-seeing, i castelli storici destinati ad alloggi esclusivi.

Sul tema privatizzazioni è da evidenziare che l’Ungheria ha completato il percorso, intrapreso più di dieci anni fa, che lo ha portato ad essere lo Stato che ha costantemente attratto la percentuale maggiore di capitali esteri di tutta l’area del Centro Est Europa, grazie alle opportunità offerte dalle privatizzazioni, al basso costo del lavoro e alla maggior fiducia riscossa rispetto agli altri paesi dell’area.

Negli ultimi anni lo sviluppo che ha interessato il paese, ha prodotto un costante aumento del benessere economico, accompagnato da un continuo innalzamento dei salari. Ecco un esempio degli attuali costi di manodopera:

operaio specializzato            HUF 106.700                        EURO    423

segretaria                     HUF 122.200                         EURO    485

contabilità                     HUF 129.200                        EURO    513

direzione personale            HUF 393.100                        EURO 1.560

capo contabile            HUF 334.600                        EURO 1.327

IT manager                    HUF 462.800                        EURO 1.836

General manager            HUF 454.100                         EURO 1.802

 

Tenendo in considerazione il sistema fiscale di assoluta competitività, le agevolazioni anche fiscali previste dal vigente ordinamento, la stabilità del Paese e la sua situazione finanziaria e amministrativa, si osserva come l’Ungheria continui ad offrire un ottimo scenario per la delocalizzazione produttiva, come piattaforma operativa e di coordinamento logistico, finanziario e di tesoreria.

Come detto, oggi l’Ungheria è un paese particolarmente adatto anche per investimenti capital-intensive, che privilegino l’uso di macchinari tecnologici e di personale specializzato in grado di operarvi. L’ingresso nell’Unione ha determinato una crescente domanda di beni e servizi appartenenti ai segmenti più alti nella scala dei consumi, ormai considerati acquisiti nei paesi dell’attuale Unione, oltre ad una crescente domanda di beni di investimento in armonia con questo livello di sviluppo. La realizzazione di investimenti in Ungheria può costituire inoltre l’occasione per un ottimale posizionamento nella piattaforma ideale per la penetrazione dei mercati della nuova Europa, dei Balcani, delle Repubbliche Baltiche, Caucasiche, fino alla Russia, per cogliere tutte le potenzialità e le opportunità che questi paesi offrono. Il Paese infatti è estremamente strategico dal punto di vista geografico, data la sua posizione fortemente centrale rispetto a tutti gli altri paesi dell’area. Questo lo rende logisticamente adatto alla realizzazione di investimenti che interessino e coinvolgano più paesi dell’Europa Centro Orientale. Nell’incontro i responsabili della CCIO hanno poi evidenziata l’importanza dei fondi strutturali per le aziende che opereranno con una propria sede in Ungheria e che dal 2007 potranno fruire dei benefici che sino ad oggi ha utilizzato la nostra nazione.

L’imprenditore straniero che opera in Ungheria trova piena protezione per gli investimenti effettuati nel paese. A partire dal 1988 l’Ungheria ha predisposto una legge a tutela degli investimenti stranieri (Legge XXIV del 1988 sugli investimenti stranieri in Ungheria).

La vigente normativa ungherese distingue le società in due categorie:

società aventi personalità giuridica: società per azioni (Rt), società a responsabilità limitata (Kft) e impresa congiunta (Kv);

società prive di personalità giuridica: società in nome collettivo (Kkt) e società in accomandita semplice (Bt).

Sono state indicate le principali imposte costituite da:imposta societaria (Tao); imposta comunale industriale (Ipa); imposta sui Redditi delle Persone Fisiche (Szja); imposta sul Valore Aggiunto (ÁFA);regime di imposta semplificato (EVA), oneri e contributi previdenziali e sanitari.

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