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PREMIO MEDITERRANEO


2 Dicembre 2010

Premio Mediterraneo Federico II

Nella storica cornice del Castello Marchione di Conversano, il 19 dicembre alle ore 17.30, il Presidente della Camera di Commercio Italo Orientale, Silvio Panaro, consegnerà alla nota giornalista televisiva, nonché direttore di San Marino Rtv, Carmen Lasorella, il Premio Mediterraneo “Federico II”, in occasione della presentazione del libro di Angela Campanella “ I volti della luna: radici, visioni e orizzonti di Santa Fizzarotti Selvaggi”, Schena Editore. Il premio è stato istituito dalla Presidenza della Camera di Commercio Italo Orientale nell’ambito del progetto per la realizzazione di una Fiera Mediterranea Federiciana, dal titolo “L’impero dei sogni: da Federico II al terzo millennio”: un programma che vede il coinvolgimento della Camera di Commercio I.A.A di Bari, della Università degli Studi di Bari e della Fiera del Levante di Bari, sotto la direzione scientifica del Professor Cosimo Damiano Fonseca. Tale riconoscimento è destinato a personalità del mondo della comunicazione che hanno svolto la loro attività in ambito mediterraneo, per promuovere la pace e la diffusione della cultura fra i popoli. Il Presidente della CCIO donerà alla giornalista il Sigillo camerale federiciano, simbolo della Camera di Commercio Italo Orientale “, per il suo grande impegno sociale dimostrato anche al di là dei confini nazionali, per la soluzione di problemi riguardanti la condizione femminile e la pace sostenibile, come testimoniato dall’intensa produzione di libri e reportages televisivi, in particolare su Libano e Siria, oltre che su molti paesi dell’ Africa e dell’Asia”. Nel corso della manifestazione il noto maestro Franco Mezzena suonerà brani di J.S. Bach, virtuoso del violino e direttore d’orchestra, mentre il professore Gianni Lenti leggerà stralci salienti del racconto accompagnato al piano da Sara Dimattia. Condurrà la serata Giovanni Ramunni. Saranno presenti l’editrice Angela Schena, l’autrice del racconto e la protagonista Santa Fizzarotti Selvaggi.Perché un Premio Mediterraneo “Federico II”?
Perché dopo Federico II la riva nord e quella sud del Mediterraneo si separarono irrimediabilmente. Lui, invece, l'anticristo, l'eretico, il figlio del “tiranno” Enrico VI, il nipote del battagliero “Barbarossa”, da fine scienziato e filosofo profondo qual’era, fu in grado di creare nel bacino del Mediterraneo una compagine culturale in cui ciascun popolo che lo abitava potesse mantenere la sua identità. Federico secondo nacque e visse in Italia. Essendo un Hohenstaufen i suoi possedimenti erano per buona parte in Germania, ma la base del suo potere era il Regno di Sicilia e l'Italia del Mezzogiorno, allora considerata area ricchissima a ragione del potenziale agricolo e dell’assetto istituzionale, per molti aspetti modernissimo, messo in funzione durante la lunga occupazione araba. Intanto, nel resto d’Europa, imperversavano i secoli più bui del Medio Evo. In Sicilia si mischiavano senza combattersi, anzi in pace costruttiva, numerosi popoli: i discendenti degli Arabi, arrivati trecento anni prima; i normanni, venuti dalla Francia duecento anni prima; i greci, che erano nell’isola da sempre; i discendenti dei romani, che parlavano una lingua simile all’attuale siciliano. Federico parlava tutte queste lingue oltre al tedesco, la lingua dei suoi avi. Fu in siciliano che furono scritte le prime poesie della nostra letteratura. Federico II fu il primo a mettere in atto un'idea di stato moderna, laica, uno stato di cultura. La fondazione dell'università a Napoli nel 1224 fu un gesto di rottura con il Medio Evo, epoca in cui le università erano tenute solo da ordini religiosi o da corporazioni di studenti. Archetipo dell'università laica, l'istituto fondato da Federico II è l'espressione di una politica 'moderna', cosmopolita, antesignana dell'Illuminismo di Voltaire, che realizza l'unione delle due sponde del Mediterraneo, riportando tutta l'area ad essere quella culla di civiltà che fu nei tempi più remoti. Federico II era nato a Jesi, ma cresciuto a Palermo dove respirò un clima cosmopolita sin dall'infanzia. Da questo trasse certamente il suo progetto di creare una vasta area in cui potessero circolare idee e patrimoni culturali. Nel suo tempo, arabi, egiziani, palestinesi, siciliani, vissero e convissero nel bacino del Mediterraneo grazie alla sua capacità di non cedere a una politica di assimilazione. Federico II secondo si batté perché ognuno di questi gruppi conservasse la propria identità culturale, la sua tradizione religiosa, e si batté anche perché, attraverso la traduzione, questa identità potesse essere condivisa da chiunque. La sua crociata da scomunicato fu l’unica senza spargimento di sangue. Invece di fare la guerra agli infedeli, egli avviò trattative con il sultano d'Egitto, al-Kamil, concludendo un accordo decennale che garantì ai cristiani il possesso di Gerusalemme. Una concezione del Mediterraneo, quella attuata da Federico II, che fece del Meridione d'Italia il centro propulsore di questa vasta area politica e culturale. Questioni, quella del rapporto tra Meridione d'Italia e Mediterraneo, e quella dell'unità della due sponde del Mediterraneo, quanto mai attuali e quanto mai improrogabili nella loro attuazione.

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